Gli smartwatch non sono una novità. Sono anni che aziende indipendenti e grandi produttori di dispositivi mobili stanno tentando di convincere appassionati e utenti medi ad acquistare gli orologi intelligenti, ma il risultato è sempre stato lo stesso. Nessuno. Aldilà delle prestazioni e delle funzionalità fin troppo limitate, i primi dispositivi indossabili erano tropo grandi e ingombranti, e davano alle persone la sensazione di avere al polso un vero e proprio computer, un dispositivo mobile che faceva anche da orologio.

Ma quando Motorola ha presentato il suo Moto 360, trapelato poi in una serie di fotografie non ufficiali e visto per la prima volta nel video di presentazione di Android Wear, il tema smartwatch subito si è acceso, e sempre più persone si sono interessate a questa nuova categoria di dispositivi, che con Android Wear pare abbiano trovato vita nuova.

Design

Il Moto 360 è il primo smartwatch ad utilizzare un display circolare e ad essere caratterizzato da un design ben distante dai “patacconi” presentati fino a poco tempo fa. Sono questi gli ingredienti della ricetta perfetta di Motorola, che pare abbia finalmente capito – e scusate il gioco di parole – che la caratteristica fondamentale per far si che i dispositivi indossabili siano davvero indossati dalle persone, è che di fatto non devono sembrare dei dispositivi indossabili. Almeno non troppo.

E' un obiettivo ambizioso, e l'unica azienda che per ora pare sia riuscita nell'intento è proprio Motorola, che dalle prime impressioni pare sia riuscita a fare anche meglio di Apple (in attesa di provare con mano il nuovo Apple Watch): è difficile da spiegare, ma quando si indossa il Moto 360 la sensazione è quella di avere al polso un normalissimo orologio, anche più leggero della media, e non uno smartwatch.

 

E aldilà di hardware e software, la caratteristica più importante del Moto 360 è proprio l'eleganza. Il cinturino in pelle è comodissimo, leggero e di ottima qualità, e da un feeling del tutto diverso rispetto a tutti gli altri cinturini in gomma utilizzati da Samsung e LG. Il display circolare è integrato in una cassa in alluminio, semplicissima e senza alcun plug per la ricarica, nella quale sono stati inseriti un piccolissimo microfono nel lato sinistro e un tasto d'accensione e di accesso ai menù nel lato destro, abilmente nascosto nelle sembianze della classica rotellina analogica. Forse le uniche pecche dello smartwatch sono nello spessore, che con 11,4 millimetri potrebbe sembrare eccessivo (ricordiamo che l'Apple Watch ha lo stesso spessore), e nella presenza di un triangolino nella parte inferiore del display, nel quale gli ingegneri di Motorola hanno inserito i driver dello schermo e il sensore di luminosità.

Display

E' chiaro che il protagonista indiscusso del Moto 360 è il display circolare da 1,65" che occupa praticamente tutta la parte frontale dello smartwatch ed è avvolto da una cornice talmente piccola che si fa fatica a vederla. L'angolo di visuale è pazzesco e la visibilità all'esterno è ottima, ma la risoluzione di 320 x 290 pixel si fa sentire: soprattutto quando si guardano le immagini con attenzione, è possibile riconoscere i singoli pixel e il testo stampato a schermo con caratteri eccessivamente piccoli risulta leggermente sgranato. Davvero un peccato.

Inoltre il Gorilla Glass che protegge il pannello del display è una calamita per le impronte, che su un dispositivo totalmente nero è un particolare a dir poco fastidioso. Insomma, il display fa il suo lavoro, e il fatto che sia circolare è di certo a favore del Moto 360. Ma sarebbe stato più interessante se gli ingegneri di Motorola fossero riusciti a eliminare il piccolo triangolino in basso e avessero utilizzato un pannello più risoluto.

Inoltre, per quanto possa essere bello esteticamente, il display rotondo è un grosso limite per l'interfaccia delle applicazioni, la stragrande maggioranza delle quali non è ottimizzata per l'aspetto circolare, con una conseguente perdita degli angoli attivi: insomma, sul display circolare si perde l'accesso a tutti gli elementi delle applicazioni posti nei vertici dell'ipotetico rettangolo in base al quale sono state sviluppate.

Caratteristiche tecniche

Se nel design il Moto 360 è unico nel suo genere, da un punto di vista puramente tecnico, lo smartwatch di Motorola segue trend aperto da Samsung ed LG. Ad animare l'orologio intelligente dell'azienda alata c’è un processore a singolo core, ma al posto dei soliti Qualcomm, Motorola ha preferito l’OMAP 3 di Texas Instruments, una CPU che lavora a una frequenza di 1 gHZ affiancata da 512 MB di ram, che seppur abbastanza potente da supportare Android Wear e tutte le applicazioni disponibili, è risultata molto più esigente in energia.

Ecco le caratteristiche tecniche principali del Moto 360:

  • Schermo: 1,56″ 320×290 pixel, 205ppi
  • CPU: TI OMAP 3
  • RAM: 512 MB
  • Memoria interna: 4 GB
  • Batteria: 320 mAh
  • Certificazione: IP67
  • Dimensioni: 46 mm (diametro), 11,5 mm (spessore)
  • Peso: 49g (con cinturino in pelle)
  • OS: Android Wear

Batteria

La batteria dello smartwatch è forse l'unico vero particolare che inizialmente ci ha lasciato perplessi. Ma è anche il più importante. Con una capacità di 320 mAh, fino a qualche giorno fa la batteria integrata nel Moto 360 con i nostri test è riuscita ad alimentare il dispositivo per circa 13 ore. Un tempo d'utilizzo inaccettabile, che in men che non si dica ha fatto passare in secondo piano tutti i lati positivi del dispositivo.

A quanto pare però, la scarsa autonomia dello smartwatch di Motorola era dovuta a un problema software, che pare gli ingegneri dell'azienda alata abbiano risolto (quasi) totalmente: nelle scorse ore infatti, è stato rilasciato un aggiornamento software che di fatto pare abbia corretto il problema. Disattivando la modalità "display sempre attivo" è ormai possibile utilizzare lo smartwatch per due giorni pieni senza la necessità di ricaricarlo. Con il display sempre attivo l'autonomia si dimezza, ma si riesce senza ombra di dubbio ad arrivare a fine giornata

Software

Non c'è molto da dire sul software utilizzato nel Moto 360. Proprio come l'LG G Watch e il Gear Live di Samsung, anche lo smartwatch di Motorola è animato da Android Wear, il sistema operativo sviluppato da Google per i dispositivi indossabili, che per quanti pregi possa avere ha anche molti difetti.

Basato principalmente su un sistema a notifica e su Google Now, Android Wear è un OS dalle enormi potenzialità ma ancora poco sfruttato. Sono passati mesi ormai dalla presentazione ufficiale da parte del colosso di Mountain View, e l'SDK è a disposizione degli sviluppatori da altrettanto tempo. Purtroppo però, le applicazioni disponibili per questa nuova piattaforma sono ancora poche, e forse anche limitate dalla scarsa diffusione di questa tipologia di dispositivi pare non interessino molto ai developers, che si stanno avvicinando al mercato molto lentamente.

Ma molte delle applicazioni più diffuse in Android si sono aggiornate anche al nuovo Android Wear: con Facebook Messenger è possibile leggere i messaggi sul social network e rispondere semplicemente dettando con la voce, idem con WhatsApp e con Hangout, mentre con Runtastic è possibile accedere alle informazioni relative al proprio allenamento direttamente dall'orologio, con il quale si può anche controllare l'attività.

Purtroppo ancora nessuna delle applicazioni per il fitness è in grado di interfacciarsi con il pedometro e il sensore per il battito cardiaco integrati nel dispositivo, il che ne rende praticamente inutile l'utilizzo e vanifica forse una delle potenzialità più interessanti di questa categoria di dispositivi. Ma è ancora presto, e siamo certi che una volta ingranato il mercato, gli sviluppatori inizieranno a lavorarci con più attenzione. Ma, in effetti, è un cane che si morde la coda.

Conclusioni

A oltre due anni dall'introduzione dei primi dispositivi indossabili, il Moto 360 è il primo vero smartwatch. E' elegante, molto leggero, bello. Il feeling che si ha quando si utilizza il dispositivo di Motorola è ben diverso da quello che si ottiene quando si utilizza gli attuali smartwatch di Samsung e LG, ed è proprio questo che farà vincere quelli di Motorola: sostituire un orologio tradizionale con il Moto 360 non richiederà alcun compromesso (eccetto quello di doverlo ricaricare ogni sera, ma in effetti non ci vuole molto a poggiare il dispositivo sulla base di ricarica a induzione), e i materiali di altissima qualità con i quali è realizzato il dispositivo, più che un gadget tecnologico lo rendono un vero e proprio accessorio di moda. Insomma, il Moto 360 è forse il primo orologio nel quale è stato integrato un dispositivo mobile, e non viceversa.

Ma siamo solo all'inizio. Quelli di Motorola non devono farsi sfuggire l'occasione e devono capire che è arrivato il momento di rischiare e spingere il proprio smartwatch anche fuori dagli Stati Uniti d'America. E Google, dalla sua parte, deve iniziare a spingere gli sviluppatori verso la sua nuova piattaforma e convincere agli utenti che un dispositivo indossabile può avere la sua utilità. Altrimenti, la reazione della stragrande maggioranza delle persone che utilizzeranno questa tipologia di dispositivi sarà sempre la stessa: "è veramente bello, ma a cosa serve?".