Il top di gamma con il prezzo più conveniente è cinese ed è prodotto da Xiaomi, o meglio da "Poco", il nuovo sub-brand dell'azienda da poco (e non è un gioco di parole) arrivata ufficialmente in Italia, che (così come Honor per Huawei) nasce con lo scopo di portare caratteristiche di fascia alta in dispositivi venduti a un prezzo da mid-market e che nel corso di un evento tenutosi a Parigi nella giornata di oggi, ha presentato uno smartphone solido e concreto, caratterizzato da un hardware da top di gamma e un prezzo estremamente competitivo.

Caratteristiche tecniche Pocophone F1

Realizzato con una scocca in policarbonato (che diventa kevlar nella "Armored Edition") e da un design che, diciamola tutta, non stupisce molto, il processore che anima il Pocophone F1 è l'ormai conosciutissimo Snapdragon 845 (raffreddato a liquido) affiancato da 6 o 8 GB cdi RAM e 64/128/256 GB di memoria interna e da una GPU Adreno 630.

Il display è da 6.18 pollici ed utilizza un pannello IPS LCD con una risoluzione FullHD+ e un rapporto di 19:9. E, proprio come nello Xiaomi Mi8 (il top di gamma 2018 per del colosso cinese) è presente un grande notch che integra la fotocamera anteriore, la capsula auricolare e tutti i sensori.

Il comparto fotografico è composto da una doppia fotocamera posteriore, con un sensore principale da 12 megapixel e un sensore secondario da 5 megapixel, e una fotocamera anteriore da 5 megapixel, utile anche per utilizzare lo sblocco con il volto. E, proprio come su tutti i nuovi smartphone di Xiaomi, anche nel Pocophone F1 è integrato un sistema di intelligenza artificiale, in grado di riconoscere 25 categorie e 206 scenari, per ottimizzare le impostazioni di scatto.

Scheda tecnica Poco F1

  • Schermo: 6,18” IPS LCD full HD+ (1.080 x 2.246 pixel, 18,7:9), contrasto 1.500:1
  • CPU: Qualcomm Snapdragon 845 con
  • GPU Adreno: 630RAM: 6/8 GB
  • Memoria interna: 64/128/256 GB UFS 2.1 espandibile (con microSD fino a 256GB)
  • Fotocamera posteriore: dual-camera 12 megapixel f/1.9 Sony IMX363, dual pixel autofocus + 5 megapixel (no OIS)
  • Fotocamera frontale: 20 megapixel, f/2.0
  • Batteria: 4.000 mAh con Quick Charge 3.0
  • OS: Android 8.1 Oreo con MIUI

A che serve il raffreddamento a liquido? Sostanzialmente il sistema LiquidCooling (è questo il nome della tecnologia utilizzata nel Poco F1) serve ad uno scopo ben preciso: mantenere prestazioni di picco per più tempo. E il motivo è molto semplice: tutti gli SoC, appena entrano in un ciclo di utilizzo piuttosto complesso, garantiscono il massimo delle prestazioni, questo è chiaro. Ma dopo un determinato lasso di tempo, man mano che la temperatura del processore aumenta, il "sistema di protezione" della CPU tende a diminuire le prestazioni, in modo da salvaguardarne la longevità nel tempo: con un sistema di raffreddamento a liquido, la dissipazione è molto più prestante e permette di utilizzare lo Snap 845 con le massime prestazioni per più tempo.

La piattaforma software è affidata ad Android Oreo 8.1 personalizzato dalla MIUI, l'interfaccia grafica di Xiaomi in una versione modificata per Pocophone F1 che – a differenza della versione originale – utilizza un nuovo launcher nel quale è stato integrato un app drawer che categorizza automaticamente tutte le applicazioni installate..

Perché il Pocophone F1 costa così poco?

La domanda sorge spontanea. Come è possibile che uno smartphone con caratteristiche del genere venga venduto a un prezzo così competitivo? In un mercato che le vendite degli smartphone rallentano, i top di gamma più blasonati costano ben oltre i 1000 euro e (ammettiamolo) l'innovazione arranca, Pocophone intende "ricominciare tutto da capo focalizzandosi sulla velocità. Non solo la velocità di picco delle prestazioni, ma una vera, effettiva, velocità" e i fattori che contribuiscono a rendere possibile un prezzo di vendita così contenuto sono molteplici.

Prima di tutto il marketing che, così come abbiamo visto con Honor, sarà focalizzato su piattaforme diverse – soprattutto online – e probabilmente non nei grossi circuiti di distribuzione. Inoltre, l'assenza di un sistema di stabilizzazione ottica per la fotocamera posteriore e la scelta di abbandonare la back cover in vetro a favore del più resistente (ma meno bello) policarbonato, abbassa sensibilmente i costi di produzione. Inoltre, l'assenza del chip NFC potrebbe aver giocato a favore del prezzo. Oppure, per lanciare il brand, quelli di Pocophone hanno optato per una strategia con poco margine.

Insomma, motivazioni a parte, il Pocophone F1 è stato già definito come il vero "flagship-killer" e il motivo è chiaro: con caratteristiche hardware di questo livello e un prezzo estremamente conveniente, il nuovo smartphone del sub-brand di Xiaomi non solo potrebbe dare del filo da torcere ai brand più famosi, ma potrebbe mettere i bastoni tra le ruote anche a OnePlus, che vende il suo ottimo OnePlus 6 ad un prezzo superiore di oltre 100 euro.

Prezzo in Italia Pocophone F1

Il primo smartphone di Poco sarà disponibile anche in Italia a partire dal 30 Agosto 2018, in tre diverse colorazioni (Graphite Black, Steel Blue e Rosso Red) e in diversi tagli di memoria. Nello specifico si parte da 329 euro per la versione 6+64 GB, che diventano 399 euro per la variante 6+128 GB.