La questione è semplice. Se, ipotizziamo, Huawei dovesse decidere di rimborsare tutti i suoi utenti se un dispositivo acquistato non fosse più in grado di eseguire tutti i servizi di Google e le app di Facebook, WhatsApp e Instagram, cambierebbe l'attuale percezione del marchio cinese nel mercato italiano? Probabilmente sì, ed anche in Europa, oltre che in Cina, le persone inizierebbero ad acquistare nuovamente gli ottimi dispositivi prodotti dalla casa di Shenzen, senza preoccuparsi troppo delle ripercussioni del ban di Huawei da parte degli Stati Uniti d'America, che ha portato l'allontanamento dal brand da parte di Google, ARM, e tantissime altre aziende.

Certo, localmente l'azienda continua a vendere molto bene e in 14 giorni sono stati spediti più di 1 milione di Honor 2 e circa 30 mila Honor 20 Pro in appena 3 secondi dal lancio. Ma, stando a quanto riportato da Huawei Central, sarebbe questo lo scenario che stanno gestendo alcuni dei rivenditori Huawei nelle Filippine, che avrebbero messo in atto un programma molto allettante, con il quale è previsto un rimborso completo su smartphone e tablet, nel caso in cui questi smettano di supportare tutti i servizi Google, come il PlayStore Gmail e YouTube, e le applicazioni di Facebook, tra cui anche WhatsApp ed Instagram, a patto che i dispositivi non abbiano compiuto due anni di età.

Nonostante sia ormai chiaro che tutti i dispositivi Huawei venduti e già in magazzino non subiranno conseguenze dalla vicenda USA-Cina, e nonostante una proroga attiva fino al 19 agosto 2019, a seguito del ban dell'azienda di Shenzen, sono moltissimi gli utenti che hanno deciso di optare per un altro brand, oppure che hanno messo in vendita il proprio dispostivo Huawei. Ed è molto probabile che, qualora fosse attiva anche nei mercati europei (attualmente non c'è ancora alcuna conferma a riguardo), una garanzia del genere potrebbe permettere a Huawei di vendere i propri continuare a tenere alte le vendite di tablet e smartphone anche nel vecchio continente.