Il ban di Huawei da parte del Governo degli Stati Uniti, fortemente voluto dall'Amministrazione Trump (e che potrebbe essere annullato se e solo se si stipulasse un accordo commerciale tra USA e Cina), continua a far discutere. Se ne discute talmente tanto che, pur di parlarne (e di seguire il trend "acchiappa-click" degli ultimi giorni) sono tante le testate giornalistiche italiane e straniere che continuano a buttare benzina sul fuoco, alcune volte inutilmente.

Ed è proprio delle ultime ore la notizia che probabilmente ha fatto più scalpore, la cui protagonista è una tematica che potrebbe stravolgere l'esperienza d'uso di milioni di utenti che hanno uno smartphone Huawei o Honor, e che darebbe come possibile un'ipotetico ulteriore ban per i device della casa di Shenzen, questa volta da parte di WhatsApp.

Ma si tratta di una fake news. E no, WhatsApp non sarà bloccato sugli smartphone di Huawei ed Honor. Potete starne certi. La questione è stata sollevata per la prima volta dal portale tedesco derwesten.de, e riportata quasi come certa anche da alcune testate giornalistiche italiane. Ma se, a primo acchito, il ragionamento potrebbe avere un senso, basta ragionare per pochi secondi per capire che, in effetti, si tratta di una cosa praticamente impossibile.

Il motivo? Semplice. Tutto il filo logico di questa vicenda, parte dall'annullamento delle licenze Android da parte di Google per l'azienda di Shenzen. Una ripercussione obbligata per il colosso di Mountain View, che ha fatto sorgere tantissime domande circa il futuro degli smartphone di Huawei, ma che è stata poi prorogata (temporaneamente) fino al 19 agosto. E se gli smartphone di Huawei non potranno più utilizzare il Play Store, logica vorrebbe che gli utenti dell'azienda non potrebbero più scaricare le app dallo store digitale di Google, compresa WhatsApp, anche se l'azienda di Shenzen sviluppasse e rendesse pubblico il suo nuovo sistema operativo proprietario.

È un ragionamento semplice e logico, vero? Il punto è che è un ragionamento del tutto errato. E lo è perché, in primis, l'azienda non ha mai avuto rapporti diretti con gli sviluppatori di WhatsApp, ne tantomeno ha rapporti commerciali con il team di sviluppo di Facebook. Inoltre, così come tantissime altre applicazioni per Android, anche WhatsApp rende disponibili gli APK per l'installazione manuale dell'app su tutti i dispositivi animati da Android (anche da quelli che utilizzano la versione AOSP del sistema operativo, come l'ipotetico futuro OS di Huawei). E poi, basta farsi un giro sull'App Store proprietario di Huawei, installato da anni negli smartphone dell'azienda, per rendersi subito conto che l'app di WhatsApp, così come quella di Facebook ed altri social network, è disponibile e scaricabile anche senza utilizzare alcun servizio di Google.

Quindi, no. WhatsApp, non sarà bandita dagli smartphone di Huawei ed Honor. E poi, parliamoci chiaro, le possibilità che tutta questa storia si trasformi in un semplice nulla di fatto e che, dopo l'incontro del Presidente USA con il Presidente della Cina programmato per il prossimo G20, i due colossi possano stipulare un accordo commerciale e che il ban USA per Huawei venga rimosso, iniziano ad essere sempre più alte.