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Opinioni
14 Maggio 2015
15:54

Apple Watch, video recensione del primo smartwatch di Cupertino

Il primo orologio di Apple è un mix di design, tecnologia e attenzione mediatica. Ma è molto costoso e nonostante Tim Cook e soci vogliano “travestirlo” da accessorio di moda, rimane comunque un dispositivo tecnologico, con i suoi pro e i suoi contro. E una cosa è certa: è riuscito ad attirare persone che in effetti da uno smartwatch non trarrebbero alcuna utilità, ma che di uno smartwatch ormai non possono più farne a meno.
A cura di Dario Caliendo
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Ci sono talmente tante cose da dire sull'Apple Watch che non so da dove cominciare. E' il primo dispositivo indossabile del colosso di Cupertino. E' il primo prodotto totalmente nuovo che Apple ha svelato dalla scomparsa di Steve Jobs. Introduce per la prima volta, dal 2007, un sistema operativo del tutto nuovo. Ed è il primo dispositivo il cui lancio è avvenuto esclusivamente online e in alcune boutique di moda selezionate. E' un dispositivo tecnologico "travestito" da accessorio di moda. Ma rimane comunque uno smartwatch, e nonostante sia disponibile in tantissime versioni vendute a un prezzo sensibilmente alto e che può arrivare anche a 17000 euro, a differenza di quanto possa succedere con un orologio pregiato, quando fra un anno verrà presentata una nuova versione, quella attuale si svaluterà. Senza se e senza ma.

Lo smartwatch di Apple (e non chiamatelo orologio Apple)

Una cosa è chiara: l'Apple Watch è probabilmente il dispositivo più importante del 2015, e nonostante il mercato degli smartwatch sia ormai quasi saturo e pieno di alternative molto valide (il 99 percento delle quali utilizza Android Wear), l'orologio Apple è il primo indossabile ad avere le potenzialità di rianimare il settore e convincere gli utenti che un dispositivo del genere non è poi così tanto inutile. D'altronde, fino al giorno della presentazione ufficiale, la stragrande maggioranza degli utenti era convinta che gli orologi intelligenti non avessero senso, ma poi – come per magia – tanti hanno subito cambiato idea. Il motivo? Perché lo produce Apple. E, qualità di altissimo livello a parte, quelli di Apple hanno 10 marce in più anche a livello di marketing.

Cos'è (e com'è) Apple Watch

Prendete il minimalismo dei dispositivi Apple e mettetelo da parte, l'orologio Apple è di un'altra categoria. Disponibile in due dimensioni diverse (38mm e 42mm) e in tre versioni diverse, lo smartwatch di Apple è un concentrato di tecnologia, sensori e funzionalità che vanno ben oltre il concetto attuale di smartwatch, e che in effetti fino a qualche anno fa erano inimmaginabili. Il feeling che ho avuto quando l'ho utilizzato per la prima volta è lo stesso di quello che mi ha trasmesso il primo iPhone nel 2007, e in effetti in un certo senso i due dispositivi non sono molto distanti tra loro, anzi sono legati da un filo conduttore importante, caratterizzato da un design molto rotondeggiante (forse troppo), eccessivo nello spessore, e da elementi forse visivamente troppo invasivi ma che gli donano "quel certo non so che", che visto per la prima volta fa subito pensare a una sola cosa: "cavolo, che bello". Insomma, nonostante tutto, l'Apple Watch è un dispositivo di Apple.

Ma è troppo pesante. E il peso si fa sentire appena lo si estrae dalla confezione, prima ancora di indossarlo. E' molto più pesante di gran parte degli smartwatch Android Wear, ma sicuramente più leggero di alcuni dei più importanti orologi tradizionali. Peso e design sono un compromesso. Un compromesso forse troppo grande che la maggior parte degli appassionati (di orologi, e non di tecnologia) difficilmente accetterà. Ma siamo all'inizio di una nuova era, e qualcosa mi dice che le cose cambieranno molto velocemente.

I tasti fisici di Apple Watch sono due, entrambi posizionati sul lato destro dello smartwatch. Sono una rotellina digitale  – che può essere utilizzata come tasto home, per effettuare lo scrolling nei menu  e per attivare Siri – e un ulteriore tasto molto simile allo sleep di iPhone e del quale personalmente avrei fatto volentieri a meno, le cui funzionalità principali sono quelle di aprire la lista degli amici (con un click) e attivare Apple Pay (con due click).

Il lato posteriore dell'Apple Watch è dominato dal (grandissimo e bombato) sensore per i battiti cardiaci – che integra anche il sistema di ricarica a induzione – e da due piccolissimi tasti a molla, che servono a rilasciare il cinturino che, a proposito, e intercambiabile e disponibile in tantissime versioni: per smontare il cinturino sarà necessaria una piccola pressione sul tasto, che permetterà l'estrazione a scorrimento. Un metodo comodissimo e molto funzionale che darà il via a un mercato del tutto nuovo: quello dei cinturini compatibili.

Il design bombato del sensore per il battito cardiaco è tecnicamente perfetto, perché consente il contatto perenne con il polso di chi lo indossa e permette quindi la rilevazione del battito cardiaco ogni 10 minuti, ma implica anche uno strano effetto vuoto che – proprio per il form factor – si genera tra il polso e l'orologio.

 

Apple Watch: caratteristiche tecniche

Per parlare delle funzionalità di Apple Watch bisogna tenere bene a mente la filosofia che ha spinto l'azienda di Cupertino soprattutto nelle campagne di marketing che lo accompagnano: sia nel corso della presentazione ufficiale, sia all'interno dei video dimostrativi del prodotto, quelli di Apple hanno più volte ripetuto che la caratteristica principale dell'Apple Watch "è semplicemente quella di essere un fantastico orologio".

Ed è proprio per questo che, acceso e indossato il dispositivo, il solo e unico elemento che verrà visualizzato sullo schermo sarà il quadrante dell'orologio. Quadrante che verrà visualizzato esclusivamente nel caso in cui si dovesse muovere il polso ed effettuare il tipico movimento che si fa quando si vuole vedere l'ora. Per tutto il resto del tempo il display rimarrà spento, e il motivo è ovviamente il risparmio energetico. C'è da dire però che il sistema funziona molto bene, è reattivo e precisissimo nel riconoscere i movimenti, molto più di quanto abbiamo visto in qualsiasi smartwatch Android Wear. E' vero, nel Moto 360 di Motorola, nel G Watch R di LG e praticamente nella la stragrande maggioranza degli smartwatch animati dall'OS di Google è possibile scegliere di impostare il display sempre attivo, ma l'autonomia dell'orologio diminuisce sensibilmente, a differenza di quanto accade in Apple Watch, che – vi anticipo – ha una gestione della batteria veramente fantastica. Ma di questo ne parleremo a breve.

Insomma, la funzione Orologio Apple funziona veramente molto bene, è praticamente il centro di tutto l'ecosistema del dispositivo ed è l'unica modalità che permette la visualizzazione del menù a tendina relativo alle notifiche. L'unica pecca sono i pochi quadranti disponibili e la totale assenza della possibilità di crearsene uno totalmente personalizzato. L'unica possibilità di personalizzazione è relativa a ogni singolo quadrante che, in modalità di impostazione permette l'attivazione di una serie di elementi a schermo, come la percentuale di batteria, il progresso nell'attività fisica, il meteo, la borsa e così via.

Ogni sezione di Apple Watch è un'esperienza utente diversa. Cliccando il tasto laterale inferiore si accederà al menù dei propri contatti preferiti e sarà possibile comunicare anche utilizzando il nuovo sistema Digital Touch che permetterà di "toccare" (virtualmente, è chiaro) i propri amici e inviare una serie di impulsi, disegni, emoji e addirittura il proprio battito cardiaco.

Cliccando la rotellina superiore invece, si accederà al menu principale di WatchOS (sì, è questo il nome del sistema operativo di Apple Watch) dal quale sarà possibile avviare le applicazioni installate nell'orologio. Ed è qui le cose diventano eccessivamente lente. Ma non a causa di limitazioni di prestazioni relative all'hardware del dispositivo, bensì proprio a causa dell‘interfaccia grafica troppo "piccola" e confusionaria, che se in un primo momento – quando non ci sono app installate – può risultare molto comoda e reattiva, andando avanti nel tempo e installando quindi nuove app, renderà lento e poco intuitivo l'avvio delle applicazioni, che potrebbero "perdersi" nei meandri della confusione relativa alle tante piccole icone rotonde che verranno visualizzate sul display dello smartwatch. In soldoni, nonostante tramite l'applicazione su iPhone sia possibile modificare la posizione di ogni icona, maggiore sarà il numero di applicazioni installate in Apple Watch e più difficile sarà trovarle nel menù principale di WatchOS.

Tenendo premuta la rotellina inoltre, si attiverà Siri (avviabile anche con il comando vocale "Ehi Siri"), che in Apple Watch è in una versione "ridotta", sia in termini di funzionalità che per l'assenza dell'assistente vocale, ma che permetterà di controllare parte delle funzionalità dell'orologio e di chiedere una serie di informazioni, proprio come Google Now in Android Wear.

Poco funzionale il sistema di vivavoce integrato, che permette di parlare a telefono direttamente tramite l'Apple Watch ma che è penalizzato da un sistema di speaker poco prestanti. Inoltre l'aggiornamento relativo alle applicazioni installate che richiedono la connessione allo smartphone è veramente lento, e molto spesso – quando si avvia un'applicazione che richiede un aggiornamento in tempo reale e l'utilizzo del GPS come Runtastic, Mappe e così via – prima di poter visualizzare le informazioni ci si troverà un'animazione di caricamento per qualche istante. Può sembrare una cosa da poco, ma nella quotidianità è una pecca molto fastidiosa. E lo sa anche Apple, che ha garantito un miglioramento delle prestazioni nei prossimi aggiornamenti software.

Il concetto alla base di ogni smartwatch è quello di poter interagire "a mani libere" con una serie di funzionalità e di poter comunicare con i propri contatti senza dover utilizzare direttamente lo smartphone. E sarà per il software non ottimizzato, sarà per la lenta reattività dell'accensione del display o semplicemente sarà per l'errata gestione del sistema di notifiche, ma non tutti gli smartwatch sono in grado di mantenere le promesse fatte.

L'Apple Watch sì. Ok, è chiaro che volenti o nolenti per utilizzare qualsiasi smartwatch è necessario alzare il polso e utilizzare l'altra mano per interagire con gli elementi visualizzati sullo schermo, quindi dimenticatevi la possibilità di comunicare a "mano libera". Ma se c'è una cosa che in Apple Watch funziona bene, è proprio il sistema di notifiche integrato, che permette la visualizzazione in anteprima delle notifiche dei messaggi ricevuti e delle applicazioni più utilizzate, è realmente molto reattivo e – accompagnato da un sistema sonoro buono e da una vibrazione ben bilanciata – renderà praticamente impossibile perdere gli avvisi.

Ma si sa, ogni medaglia ha due facce, e se da un lato chi indossa un Apple Watch non perderà (mai e poi mai) alcuna notifica, dall'altro il sistema di Apple può risultare piuttosto acerbo per quanto riguarda la scelta delle notizie da notificare, il che – soprattutto nei power user – porterebbe a una vibrazione continua sul polso, proprio per le tante notifiche. Inoltre in applicazioni come WhatsApp, Telegram e così via, attualmente è possibile esclusivamente visualizzare il messaggio in arrivo, ma non rispondere. Cosa che con l'app Messaggi di iOS è implementato fantasticamente: quando si riceve un messaggio iMessage non solo si potrà rispondere utilizzando una serie di testi prestabiliti, ma sarà possibile dettare la risposta e scegliere se inviare un vero e proprio messaggio vocale, oppure sfruttare il sistema di riconoscimento vocale e trasformarla in testo. E' da 10 e lode, e funziona benissimo. Ma sarebbe bello veder nascere un vero e proprio ecosistema software composto non solo da app proprietarie ma anche da applicazioni di terze parti. Questa sì che sarebbe una vera rivoluzione.

Meno rivoluzionario di quello che Apple vorrebbe far sembrare è senza dubbio il Digital Touch, un sistema di comunicazione decantato più e più volte da quelli di Cupertino, che hano promesso ai propri utenti un nuovo metodo di comunicazione in grado di azzerare le distanze e permettere il tocco – seppur sempre virtuale – tra i soli possessori dell'orologio Apple. Ma a prescindere dalla scarsa integrazione del sistema, che non introduce alcuna icona nel menù dello smartwatch e che quindi è difficile da trovare quando lo si utilizza per la prima volta, a differenza di quanto avevamo immaginato al momento della presentazione non avviene in tempo reale, neppure se entrambe le persone sono lì pronte a "tappare" sul proprio orologio.

Il funzionamento del Digital Touch è piuttosto semplice: si possono inviare dei veri e propri tap, si possono inviare dei semplici disegni da fare a mano libera e – posizionando due dita sul display – si potrà inviare il battito del proprio cuore. Il tutto automaticamente e senza alcun tasto "invia", quindi se si sbaglia a disegnare qualcosa c'è poco da fare. Si possono inoltre inviare delle Emoji animate, ma lasciatemelo dire: la prima volta che le ho viste mi sono chiesto chi fosse il "bravissimo" desiner ad averle disegnate (e notate le virgolette). Sono orrende, e lontane anni luce dallo stile di Apple. Potevano sicuramente farne a meno.

E' un'idea interessante e divertente, ma è ben distante dal concetto "rivoluzionario" tanto sponsorizzato da Apple nel corso della presentazione. Si tratta di quelle funzionalità delle quali non si può fare a meno quando si utilizza il dispositivo per le prime volte, ma che nel tempo finiscono nel dimenticatoio. Senza considerare il fatto che rende possibile la comunicazione esclusivamente con altri possessori di Apple Watch.

Apple Watch impermeabile? no, ma fatto per il fitness

Mettiamo subito in chiaro una cosa. Apple l'Apple Watch è un ottimo dispositivo per il fitness e quelli di Cupertino hanno fatto un lavoro egregio. E' la conferma di un assioma che ormai riecheggia nel tempo: il team di Cook ci impiega tempo nel fare le cose, ma quando le fa, le fa davvero bene.

L'orologio Apple effettua una rilevazione del battito cardiaco ogni 10 minuti e analizza lo stile di vita di chi lo indossa proprio come farebbe una qualsiasi fitband. Ma è nel running e nelle attività aerobiche che il sistema di Apple da il meglio di se: l'applicazione per il running è preinstallata in WatchOS ed è l'unica che, una volta attiva, sostituirà la funzione Orologio come schermata principale e sarà visualizzata ogni volta che si vorrà attivare il display.

L'attività sportiva sarà rilevata da un sistema ben integrato e molto preciso, soprattutto adatto al running e alle attività aerobiche, che grazie al sensore per il battito cardiaco, all'accelerometro e al giroscopio potrà essere utilizzato anche senza lo smartphone e sarà gestito fondamentalmente da due applicazioni ben distinte: Attività e Allenamento.

L'applicazione Attività è bella. Bellissima. Ma per quanto possa essere caratterizzata da un'interfaccia grafica semplice e funzionale, è altrettanto basilare: oltre ai passi effettuati e alla distanza percorsa, verranno visualizzati tre cerchi concentrici rappresentanti le calorie bruciate, il tempo passato a fare attività fisica e il tempo passato in piedi.

L'altra applicazione per il fitness è Allenamento, che integra una serie di attività prestabilite: camminata e corsa all'interno o all'esterno, bicicletta all'interno o all'esterno, ellittica, vogatore, stepper e "altro".

La rilevazione del movimento e del battito cardiaco sono estremamente accurate (anche se dobbiamo ammettere che in alcuni sporadici casi il battito cardiaco visualizzato aveva valori a dir poco non naturali) e funzionano anche senza lo smartphone, ma qualora si avesse l'iPhone in tasca, l'Apple Watch ne sfrutterebbe il GPS e i sensori per raffinare l'analisi del movimento.

E' chiaro che qualora si svolgesse un'attività fisica diversa, come il sollevamento dei pesi ad esempio, il sistema di Apple Watch (come quello la stragrande maggioranza degli activity tracker) diventerebbe del tutto inutile, ma la possibilità di poter indossare un unico dispositivo che unisca le caratteristiche di uno smartwatch a quelle di una fitband di altissimo livello non è affatto male.

Purtroppo niente analisi del sonno, che considerando la necessità di ricaricare lo smartwatch ogni sera diventerebbe praticamente inutilizzabile, ne tantomeno niente funzionalità social per condividere i propri progressi e i propri traguardi con gli amici.

Apple Watch: prezzo e data di vendita in Italia

Il prezzo di Apple Watch parte da 399€ per la versione Sport da 38 millimetri e 449€ per quella da 42 millimetri. Il prezzo di Apple Watch standard con cassa in acciaio, invece, avrà un costo di 649€ per la cassa da 38 millimetri e 699€ per quella da 42 millimetri. A seconda dei cinturini scelti – alcuni arrivano a richiedere fino a 499€ – questa versione potrebbe raggiungere un costo di 1.249€. Infine, il prezzo di Apple Watch in edizione dorata partirà da di partenza di 11 mila euro e sarà acquistabile solo in alcuni negozi selezionati. Inizialmente sarà disponibile a partire dal 24 aprile in 9 paesi, Italia esclusa.

Ed è proprio la data di vendita in Italia la grande incognita di questi giorni. Superato ormai di gran lunga il 10 maggio – data in cui in molti aspettavano il via dei preordini anche nel Bel Paese è praticamente impossibile svelare la reale data di vendita tricolore dello smartwatch di Apple. Gli unici indizi plausibili sono quelli rivelati da Tim Cook in persona che nel corso dell'ultima conferenza relativa ai dati finanziari dell'azienda, ha messo in evidenza che l'apple smartwatch potrebbe arrivare in altri paesi entro il prossimo giugno. Italia compresa.

Quando Apple ha ammesso la necessità di ricaricare lo smartwatch ogni sera mi sono preoccupato, perché in genere le aziende tendono sempre a ingrandire la questione autonomia. In realtà però c'è da dire che quelli di Cupertino hanno mantenuto la promessa fatta, anzi, in un certo senso ci sono anche andati piano: la durata della batteria di Apple Watch è sensibilmente migliore di quella vista in qualsiasi altro smartwatch che abbiamo provato, e alla fine di una giornata di utilizzo medio/intenso la carica residua era ben oltre le mie aspettative. Davvero un ottimo lavoro.

Non ci sono dubbi che l'Apple Watch sia lo smartwatch più veloce e interessante attualmente disponibile nel mercato (anche se per ora ancora niente vendita in Italia..), ed è senza ombra di dubbio uno dei prodotti di Apple più ambiziosi dai tempi dell'iPad. Niente display rotondo, è vero, ma bisogna ammettere che è veramente bello e WatchOS è una scheggia.

Ma rimane comunque uno smartwatch e, in quanto tale, si tratta di un oggetto dalla dubbia utilità per la stragrande maggioranza degli utenti che, passato il periodo di eccitazione iniziale, si chiederanno se vale davvero la pena spendere una cifra importante (ben maggiore della stragrande maggioranza del prezzo di vendita degli smartwatch Android Wear) per un dispositivo del quale in effetti per ora si riesce a fare a meno.

Inoltre la lentezza di aggiornamento delle applicazioni di terze parti è un fattore molto importante da considerare perché influisce pesantemente nell'esperienza utente e fa diminuire sensibilmente la quantità di operazioni che si potrebbero svolgere più velocemente con lo smartwatch rispetto all'iPhone.

Ok, quelli di Apple hanno ammesso di essere a conoscenza del problema e che sarà tutto risolto con i prossimi aggiornamenti software, ma quando se si andasse ad acquistare l'Apple Watch (pagandolo tanto) dubito che quelli di Apple accetterebbero delle banconote "non perfette", con la promessa che tra qualche mese diventeranno migliori.

Insomma, l'Apple Watch è un dispositivo davvero molto interessante ma è altrettanto costoso e la sua reale utilità dipende non solo dalla capacità di quelli di Cupertino nel migliorare una serie di imperfezioni software attualmente presenti nella prima versione di WatchOS, ma anche dalla bravura, il genio e l'intraprendenza degli sviluppatori di terze parti, che dovranno realizzare applicazioni utili e funzionali al punto da spingere gli utenti a non fare a meno del dispositivo.

Semmai decidiate di acquistare un Apple Watch la versione che ci sentiamo di consigliarvi è la Sport, quella più economica che seppure non abbia il vetro in zaffiro, cinturino e materiali pregiati, permette di svolgere le medesime funzioni del modello da 17000 euro.

Apple pubblicizza il Watch come un accessorio di alta moda. Ma a conti fatti non lo è. E' prima di tutto un dispositivo tecnologico e, in quanto tale, è soggetto a veloci svalutazioni nel tempo. Ma l'Apple Watch è – di nuovo – senza ombra di dubbio l'unico smartwatch con le potenzialità (hadrware, software e soprattutto mediatiche) per dare una scossa al mercato degli indossabili. Un mercato che fino a qualche mese fa si rivolgeva esclusivamente ad appassionati di tecnologia e che ora, come per magia, attira anche appassionati di moda, utenti medi e persone che in effetti da uno smartwatch non trarrebbero alcuna utilità, ma che di uno smartwatch ora non possono più farne a meno.

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